Diario - Sr. Faustina V QUADERNO
+ G.M.G. Naviga la barca della mia vita Fra il buio e le ombre della notte, E non vedo alcun approdo, Sono in balia del mare profondo. La più piccola tempesta potrebbe affondarmi, Sprofondando la mia barca nel vortice delle onde, Se non vegliassi su di me Tu stesso, o Dio, In ogni momento della mia vita, in ogni istante. In mezzo al rumoroso frastuono delle onde, Navigo tranquillamente con fiducia, E guardo avanti senza timore, come un bimbo, Poiché Tu, o Gesù, sei la mia luce. Tutt'intorno orrore e spavento, Ma la mia pace è più profonda della tempesta del mare, Perché chi è con Te, Signore, non perisce, Me lo assicura il Tuo amore divino. Benché all'intorno sia pieno di pericoli, Non li temo, perché guardo il cielo stellato, E navigo con coraggio ed in letizia, Come conviene ad un cuore puro. Ma soprattutto unicamente perché Sei Tu, o Dio, il mio timoniere, La barca della mia vita naviga così serenamente. Lo riconosco nella più profonda umiltà.
Ti saluto, o Pane degli Angeli, Con profonda fede, speranza e carità, E dal profondo dell'anima Ti adoro, Benché io sia un nulla. Ti saluto, o Dio nascosto, E Ti amo con tutto il cuore, Non mi son d'ostacolo i veli del mistero; Ti amo come gli eletti del paradiso. Ti saluto, o Agnello di Dio, Che cancelli le colpe della mia anima, Che ogni mattina vieni nel mio cuore, E mi sei guida per la salvezza.
O mio Dio, tutto ciò che è in me Ti adori, o mio Creatore e Signore;
con ogni battito del mio cuore desidero esaltare la Tua insondabile Misericordia.
Desidero parlare alle anime della Tua bontà ed incitarle alla fiducia
nella Tua Misericordia. Questa è la missione che mi hai affidato Tu stesso,
o Signore, in questa vita e in quella futura. Oggi cominciamo gli esercizi spirituali
di otto giorni. O Gesù, mio Maestro, aiutami a fare questi santi esercizi
nella maniera più fervorosa. il Tuo Spirito, o Dio, mi guidi alla profonda
conoscenza di Te,o Signore, ed alla profonda conoscenza di me stessa, poiché
tanto Ti amo per quanto Ti conosco. Tanto disprezzerò me stessa, per
quanto conoscerò la mia miseria. Lo so, Signore, che Tu non mi negherai
il Tuo aiuto. Da questi esercizi spirituali desidero uscire santa, anche se
gli occhi della gente non s'accorgeranno di questo, e nemmeno lo sguardo delle
superiore. Mi sottometto tutta all'azione della Tua grazia, si compia in me
completamente la Tua volontà, o Signore. Primo giorno. Gesù: «Figlia
Mia, questi esercizi spirituali saranno una continua contemplazione. Durante
questi esercizi ti condurrò come ad un banchetto spirituale. Accanto
al Mio Cuore misericordioso mediterai su tutte le grazie che ha ricevuto il
tuo cuore ed una pace profonda scenderà nella tua anima. Desidero che
lo sguardo della tua anima sia sempre rivolto alla Mia santa volontà
e per questo avrai il Mio maggior compiacimento. Nessun sacrificio è
paragonabile a questo. Durante tutti gli esercizi rimarrai vicino al Mio Cuore,
non introdurrai alcun cambiamento, poiché la tua vita è come piace
a Me. Nemmeno una parola del sacerdote che tiene gli esercizi ti turberà».
O mio Gesù, ho già fatto due meditazioni e riconosco che tutto
ciò che mi hai detto è vero. Provo una pace profonda e questa
pace deriva dalla testimonianza che mi dà la coscienza, cioè dal
fatto che compio sempre la Tua volontà, o Signore. Nella meditazione
sul fine dell'uomo ho compreso che questa verità è profondamente
radicata nella mia anima e per questo le mie azioni sono più perfette.
So perché sono stata creata, tutte le creature messe assieme non mi sostituiscono
il Creatore, so che il mio ultimo fine è Dio e perciò in tutte
le mie iniziative tengo in considerazione Iddio.
Oh, com'è bello fare gli esercizi spirituali accanto al Cuore dolcissimo
del mio Dio! Sono in un luogo solitario col mio Sposo, nessuno mi disturba nel
dolce colloquio che ho con Lui. O Gesù, Tu stesso Ti sei degnato di mettere
le fondamenta all'edificio della mia santità, poiché la mia cooperazione
non è stata molta. Per l'indifferenza nell'uso che faccio delle creature
e nella loro scelta, Tu mi hai aiutato, Signore, poiché il mio cuore
è debole per se stesso e per questo Ti ho pregato, o mio Maestro, di
non badare al dolore del mio cuore, ma di tagliare tutto ciò che poteva
trattenermi sulla strada dell'amore. Non Ti comprendevo, Signore, nei momenti
della sofferenza, quando eseguivi l'opera nella mia anima, ma oggi Ti comprendo
e godo della libertà dello spirito. Gesù stesso ha vigilato perché
nessuna passione irretisse il mio cuore. Ho conosciuto bene da quali pericoli
mi ha liberato e per questo la mia gratitudine verso il mio Dio è senza
limiti. Secondo giorno. Quando meditavo sul peccato degli angeli e sulla loro
immediata punizione, ho chiesto a Gesù perché gli angeli erano
stati condannati subito dopo il peccato. Ho udito una voce: «Per la
loro profonda conoscenza di Dio. Nessun uomo sulla terra, fosse pure un gran
santo, ha una tale conoscenza di Dio, quale la possiede un angelo». Ma
con me, misera, o Dio, Ti sei mostrato misericordioso e ciò per tante
volte. Mi porti nel grembo della Tua Misericordia e mi perdonerai sempre, quando
con cuore contrito T'implorerò di perdonarmi. Una quiete profonda inonda
la mia anima, nemmeno una piccola nube mi nasconde il sole. Mi espongo completamente
ai raggi di questo sole. Il suo amore compia in me un cambiamento totale. Da
questi esercizi voglio uscire santa nonostante tutto, cioè nonostante
la mia miseria. Voglio diventare santa e confido che la Misericordia di Dio
anche da tale miseria, quale io sono, possa ricavare una santa, poiché
dopo tutto ho buona volontà. Nonostante tutte le sconfitte, voglio lottare
come un'anima santa, e voglio comportarmi come un'anima santa. Non mi scoraggerò
per nessuna ragione, come non si scoraggia un'anima santa. Voglio vivere e morire
come un'anima santa, fissa in Te, o Gesù disteso sulla croce, come sul
modello secondo il quale debbo comportarmi. Ho cercato esempi attorno a me,
ma non ne ho trovati di sufficienti ed ho notàto che la mia santità
sembrava attardarsi. Dal momento attuale però fisso il mio sguardo su
di Te, o Cristo, che sei la mia Guida migliore. Confido che benedirai i miei
sforzi. + Nella meditazione sul peccato, il Signore mi ha fatto conoscere tutta
la malizia del peccato e l'ingratitudine che in esso è contenuta. Sento
nella mia anima una grande ripugnanza anche per il più piccolo peccato.
Tuttavia queste verità eterne, sulle quali medito, non immettono nella
mia anima nemmeno un'ombra di turbamento né d'inquietudine e, nonostante
me ne occupi profondamente, non viene interrotta la mia contemplazione. In tale
contemplazione non provo slanci del cuore, ma una profonda pace ed un singolare
raccoglimento interiore. Benché l'amore sia grande, è misterioso
l'equilibrio. Ricevere l'Eucaristia non mi provoca emozione, ma m'introduce
nell'unione la più profonda là dove il mio amore, fuso con l'amore
di Dio, costituisce un tutt'uno.
Gesù mi ha fatto sapere che devo pregare per le suore che fanno gli esercizi
spirituali. Mentre pregavo ho conosciuto la lotta di certe anime ed ho raddoppiato
le mie preghiere.
In questo profondo raccoglimento posso giudicare meglio lo stato della mia anima.
La mia anima è simile all'acqua limpida, in cui vedo tutto, sia la mia
miseria, sia la grandezza delle grazie di Dio e da questa conoscenza veritiera
il mio spirito si rafforza in una profonda umiltà. Espongo il mio cuore
all'azione della Tua grazia, come un cristallo ai raggi del sole. S'imprima
nel mio cuore la Tua immagine divina, per quanto può imprimersi in una
creatura, e Tu che abiti nella mia anima fa' che attraverso me s'irradii la
Tua divinità. Mentre pregavo davanti al Santissimo Sacramento venerando
le Cinque Piaghe di Gesù, nell'invocare ciascuna Piaga, ho sentito come
un ruscello di grazia riversarsi nella mia anima ed ho provato un anticipo del
paradiso ed una totale fiducia nella divina Misericordia. In questo momento,
mentre stavo scrivendo queste parole, ho sentito un urlo di satana: «Scrive
tutto! Scrive tutto e con questo ci fa perdere tanto! Non scrivere della bontà
di Dio, Egli è giusto!». Ha gettato un urlo di rabbia ed è
scomparso. O Dio misericordioso, che non ci disprezzi, ma ci colmi continuamente
delle Tue grazie, ci rendi degni del Tuo regno e, nella Tua bontà, riempi
con gli uomini i posti che furono abbandonati dagli angeli ingrati. O Dio di
grande Misericordia, che hai distolto il Tuo sguardo santo dagli angeli ribelli
e l'hai rivolto all'uomo pentito, sia onore e gloria alla Tua insondabile Misericordia,
o Dio, che non disprezzi un cuore che si umilia. O mio Gesù, sento che
la mia natura si nobilita, ma, nonostante le Tue grazie, non muore completamente;
perciò la mia vigilanza è continua. Debbo combattere contro molti
difetti, sapendo bene che la lotta non umilia nessuno, ma l'umiliano la viltà
e la sconfitta. Quando si ha la salute cagionevole, bisogna sopportare molte
cose, poiché quando si è malati e non si sta a letto, non si è
considerati malati. Per vari motivi si ha continuamente l'occasione di sacrifici
e talvolta di sacrifici molto seri. Ora comprendo che molte cose le farà
conoscere solo l'eternità, ma comprendo anche che Iddio, se esige un
sacrificio, non lesina la Sua grazia, ma la dà all'anima in abbondanza.
O mio Gesù, il mio sacrificio arda silenziosamente, ma in tutta la pienezza
dell'amore, davanti al Tuo trono, implorando da Te Misericordia per le anime.
Terzo giorno. Durante la meditazione sulla morte, mi sono preparata come di
fronte alla morte reale. Ho fatto l'esame di coscienza ed ho vagliato minutamente
tutta la mia vita di fronte alla morte e, per merito della grazia, questa aveva
in sé l'impronta del fine ultimo, la qual cosa ha riempito il mio cuore
di tanta riconoscenza per Iddio; per l'avvenire ho fatto il proposito di servire
il mio Dio ancor più fedelmente. La prima cosa, far morire completamente
l'uomo vecchio ed iniziare una vita nuova. Dal primo mattino mi sono preparata
a ricevere la santa Comunione come se fosse l'ultima della mia vita e dopo la
santa Comunione, ho immaginato di morire realmente, prima ho recitato le preghiere
degli agonizzanti e poi il « De profundis » per la mia anima e dopo
il mio corpo è stato messo nel sepolcro e ho detto alla mia anima: «
Guarda che ne è del tuo corpo, un mucchio di fango ed una gran quantità
di vermi, ecco la tua eredità! ». O Dio misericordioso, che mi
permetti ancora di vivere, dammi la forza di iniziare una vita nuova, la vita
dello spirito, sulla quale la morte non ha potere. Ed il mio cuore si è
rinnovato ed ho iniziato una nuova vita, già qui sulla terra, la vita
dell'amor di Dio. Non dimentico però che sono la debolezza in persona,
ma non dubito nemmeno per un momento nell'aiuto della Tua grazia, o Dio. Quarto
giorno. O Gesù, mi sento singolarmente bene accanto al Tuo Cuore, durante
questi esercizi spirituali. Nulla turba la mia profonda pace; con un occhio
guardo l'abisso della mia miseria e con l'altro l'abisso della Tua Misericordia.
Durante la santa Messa, celebrata da P. Andrasz, ho visto il Bambino Gesù,
che sedeva nel calice della S. Messa con le braccine protese verso di noi. Dopo
uno sguardo profondo, mi ha detto queste parole: “Così dimoro
nel tuo cuore, come Mi vedi in questo calice”.
Santa confessione. Dopo aver reso conto della mia coscienza, ho ottenuto le
autorizzazioni richieste: di portare il braccialetto di ferro ogni giorno per
mezz'ora durante la santa Messa e nei momenti eccezionali la cintura per due
ore. Il Padre mi ha detto: « Sorella, conservi la più grande fedeltà
al Signore Gesù ». Quinto giorno. La mattina quando sono entrata
in cappella ho conosciuto che la M. Superiora aveva avuto un dispiacere per
causa mia. La cosa mi ha arrecato molto dolore. Dopo la santa Comunione ho piegato
il capo sui Sacratissimo Cuore di Gesù ed ho detto: « O mio Signore,
Ti prego, fa' che tutta la consolazione che ho per la tua presenza nel mio cuore,
si riversi nell'anima della mia amata Superiora, che ha avuto un dispiacere
per causa mia, senza che io ne sapessi nulla ». Gesù mi ha consolato
dicendomi che entrambe ne avevamo riportato profitto per l'anima, io tuttavia
ho implorato il Signore perché si degni di preservarmi dal far soffrire
altri per causa mia, poiché il mio cuore non lo sopporta. O bianca Ostia,
Tu conservi il candore della mia anima. Mi fa paura il giorno in cui tralasciassi
la santa Comunione. Tu sei il Pane degli Angeli e perciò anche il Pane
delle vergini. + O Gesù, mio modello perfettissimo, andrò attraverso
la vita con lo sguardo rivolto a Te, seguendo le Tue orme, adattando la natura
alla grazia, secondo la Tua santissima volontà e la luce che illumina
la mia anima, confidando pienamente nel Tuo aiuto.
G.M.G.FOGLIO DI CONTROLLO INTERIORE. Esame particolare di coscienza. Unione con Cristo misericordioso. Quando sono unita a Gesù, debbo essere sempre ed ovunque fedele ed unita interiormente al Signore. All'esterno: fedeltà alla regola e specialmente al silenzio. Novembre: Vittorie 53; Cadute 2. Dicembre: Vittorie 104; Cadute - Gennaio: Vittorie: 78; Cadute - Febbraio: Vittorie 59; Cadute - Marzo: Vittorie 50. Aprile: Vittorie 61. Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre - Ottobre. Quando avrò dei dubbi su come comportarmi, interrogherò sempre l'amore; esso mi consiglierà nel modo migliore.
25.X.1937. ESAME GENERALE DI COSCIENZA. Si tratta di una tabella…
Sesto giorno. O mio Dio, sono pronta ad ogni Tua volontà. Comunque mi guiderai, Ti benedirò. Qualunque cosa Tu esiga, l'eseguirò con l'aiuto della Tua grazia. Qualunque sia la Tua santa volontà nei miei confronti, l'accetto con tutto il cuore e con tutta l'anima, non badando a quello che mi suggerisce la mia natura corrotta. Una volta che passavo accanto ad un gruppo di persone, domandai al Signore: « Sono tutti in stato di grazia, dato che non ho sentito i Tuoi dolori? ». «Per il fatto che tu non abbia provato i Miei dolori, non significa che devono essere tutti in stato di grazia. Qualche volta ti faccio sentire lo stato interiore di certe anime e ti do la grazia di soffrire, semplicemente perché ti adopero come strumento per la loro conversione». Dove c'è vera virtù, là dev'esserci anche il sacrificio. Tutta la vita deve essere un sacrificio. Le anime possono essere utili unicamente per mezzo del sacrificio. Il mio rapporto col prossimo può apportare gloria a Dio attraverso il sacrificio di me stessa. Ma il movente di tale sacrificio dev'essere l'amore di Dio, poiché tutto si concentra in esso e di li acquista valore. « Ricordati che quando uscirai da questi esercizi spirituali, Mi comporterò con te come con un'anima perfetta. Desidero averti nelle Mie mani, come uno strumento adatto ad eseguire le Mie opere». O Signore, che penetri in tutto il mio essere e nel più profondo della mia anima, Tu vedi che desidero unicamente Te ed il compimento della Tua santa volontà, non tenendo conto di alcuna difficoltà, né delle sofferenze, nè delle umiliazioni, né di alcuna considerazione umana. «Mi è enormemente gradito questo tuo deciso proposito di diventare santa. Benedico i tuoi sforzi e ti fornirò l'opportunità di santificarti. Stai attenta a non perdere nessuna delle occasioni che ti darà la Mia Provvidenza per santificarti. Se non riuscissi ad approfittare di una determinata opportunità, non perdere la calma, ma umiliati profondamente davanti a Me e con grande fiducia immergiti tutta nella Mia Misericordia e in questo modo acquisterai più di quello che hai perduto, poiché ad un anima umile viene dato con molta generosità più di quanto essa stessa chieda...».Oggi, secondo giorno del ringraziamento, nel corso delle cerimonie religiose, durante la santa Messa, ho visto Gesù in un aspetto di grande bellezza, che mi ha detto: «Figlia Mia, non ti ho dispensata dall'agire» . Ho risposto: «Signore, è debole la mia mano per tali opere». «Sì, lo so, unita alla Mia destra, compirai tutto. Tuttavia sii obbediente, sii obbediente ai confessori. Io darò loro la luce, con la quale debbono guidarti». « Signore, io avrei già voluto dare inizio all'opera nel Tuo nome, ma Don S. rimanda ancora ». Gesù mi ha risposto: «Lo so, pertanto fa' quello che è in tuo potere, ma non ti è permesso tirarti da parte».
1.XI.1937.
Oggi dopo i vespri c'è stata la processione al cimitero. Io non ho potuto andarci perché ero di servizio in portineria, ma questo non mi ha affatto impedito di pregare per quelle care anime. Quando la processione dal cimitero è tornata in cappella, la mia anima ha avvertito la presenza di molte anime. Ho compreso la grande giustizia di Dio e come ognuno debba pagare fino all'ultimo centesimo. Il Signore mi ha dato l'occasione di esercitarmi nella pazienza per mezzo di una persona che ha con me la stessa mansione. E così lenta, che non avevo ancora visto una persona lenta come lei. Inoltre bisogna armarsi di tanta pazienza per ascoltare le cose noiose che racconta.
3.XI.1937
Questa mattina sono venuti alla porta del convento
cinque disoccupati che volevano entrare a tutti i costi. Suor N., dopo essersi
data da fare con loro per un bel po', non essendo riuscita a mandarli via, è
venuta in cappella dalla Madre e la Madre ha ordinato a me di andare alla porta.
Ero ancora abbastanza lontano dalla porta e già mi giungevano i loro
forti colpi. Tutto ad un tratto sono stata presa dall'incertezza e dal timore;
non sapevo se aprir loro o rispondere attraverso lo spioncino come Suor N. Improvvisamente
ho udito una voce nell'anima: «Vai e apri la porta e parla con loro
con la stessa dolcezza con la quale parli con Me». Ho aperto subito
la porta e mi sono avvicinata al più minaccioso ed ho cominciato a parlare
con lui con una tale dolcezza e serenità, che loro stessi non sapevano
più che fare ed hanno cominciato anche loro a parlare con gentilezza
ed hanno detto: «Se il convento non può darci lavoro, non c'è
niente da fare». E se ne sono andati in pace. Ho avvertito chiaramente
come Gesù, che un'ora prima avevo ricevuto nella santa Comunione, abbia
agito sui loro cuori servendosi di me. Oh, che gran bene è agire sotto
l'ispirazione di Dio! Oggi mi sentivo peggio ed ero entrata dalla Madre Superiora
coll'intenzione di chiedere il permesso di andare a coricarmi. Però prima
che le chiedessi il permesso di coricarmi, la Madre Superiora mi ha detto: «Sorella,
veda di arrangiarsi da sola in portineria, poiché le prendo la ragazza
per i cavoli, dato che non c'è nessuno per quel lavoro». Ho risposto:
«Va bene» e sono uscita dalla stanza. Quando sono giunta in portineria,
mi sono sentita stranamente forte e per tutta la giornata sono rimasta al mio
lavoro e mi sono sentita bene. Ho sperimentato il potere della santa obbedienza.
10.XI.37.
Quando la Madre mi mostrò l'opuscolo in cui ci sono la coroncina, le
litanie e la novena, la pregai di lasclarmelo per poterlo vedere bene. Mentre
lo sfogliavo, Gesù mi fece conoscere interiormente: «Già
molte anime sono state attirate al Mio amore da questa immagine. La Mia Misericordia
agisce nelle anime tramite quest'opera». Seppi così che molte
anime avevano sperimentato la grazia di Dio. Sono venuta a sapere che alla Madre
Superiora capiterà una croce abbastanza pesante, insieme a sofferenze
fisiche, ma non durerà a lung.o
Mi era venuta l'idea di non prendere la medicina a cucchiai interi, ma
poco alla volta, poiché era cara. In quello stesso istante udìi
una voce: «Figlia Mia, questo modo di agire non Mi piace. Prendi con
gratitudine tutto quello che ti do tramite i superiori e in questo modo Mi piacerai
di più».
Quando venne a mancare Suor Domenica, la notte verso l'una venne da me
e mi fece capire che era morta. Pregai fervorosamente per lei. La mattina le
suore mi dissero che era morta, risposi che lo sapevo poiché era venuta
da me. La suora infermiera mi pregò di dare una mano a vestirla. Mentre
rimasi con lei, il Signore mi fece conoscere che soffriva ancora in purgatorio.
Raddoppiai le mie preghiere per lei, ma nonostante il fervore col quale prego
sempre per le suore defunte, mi sbagliai nei giorni e, invece di offrire tre
giorni di preghiere come prescrive la regola, io per errore ne offrii due. Il
quarto giorno mi fece conoscere che le dovevo ancora delle preghiere e che ne
aveva bisogno. Formulai immediatamente l’intenzione di offrire un giorno
intero per lei, e non solo quel giorno, ma di più, secondo quanto mi
suggeriva l'amore del prossimo. Dato che Suor Domenica, dopo morta, appariva
molto bella e non dava l'impressione del cadavere, alcune suore espressero il
dubbio che fosse in letargo ed una suora mi disse di andare con lei a metterle
uno specchietto davanti alla bocca per vedere se si appannava, poiché
se era viva, si sarebbe appannato. Fui d'accordo e facemmo come avevamo detto,
ma lo specchietto non si appannò, anche se a noi sembrava che si fosse
realmente appannato. Il Signore però mi fece conoscere quanto ciò
Gli fosse dispiaciuto, e venni ammonita severamente a non agire mai contro la
convinzione interiore. Mi umiliai profondamente davanti al Signore e Gli domandai
perdono. Vedo un certo sacerdote, che Iddio ama molto e satana odia tremendamente,
poiché guida ad un'elevata santità molte anime e tiene in considerazione
unicamente la gloria di Dio. Chiedo a Dio che non venga meno la sua pazienza
di fronte a coloro che lo contrastano continuamente. Satana, dove non può
nuocere direttamente, si serve degli uomini.
Oggi, dopo la santa Comunione, Gesù mi ha detto quanto desidera venire
nel cuore degli uomini. «Desidero unirMi con le anime umane; la Mia
delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa
Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere
e desidero donarle all'anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione,
Mi lasciano solo e si occupano d'altro. Oh, quanto è triste per Me che
le anime non conoscano l'Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte».
Ho risposto a Gesù: «O Tesoro del mio cuore, unico oggetto del
mio cuore e completa delizia della mia anima, desidero adorarTi nel mio cuore
come sei adorato sul trono della Tua gloria eterna. Desidero ricompensarTi almeno
in piccola parte col mio amore per la freddezza di un così gran numero
di anime. O Gesù, ecco il mio cuore che è per Te una dimora, alla
quale nulla ha accesso: Tu riposa in esso come in un bel giardino. O mio Gesù,
arrivederci. Io debbo andare al mio lavoro, ma Ti dimostrerò il mio amore
col sacrificio, non tralasciando né permettendo che mi sfugga alcuna
occasione per esso. Quando sono uscita dalla cappella, la Madre Superiora mi
ha detto: « Sorella, lei non andrà alla lezione di catechismo,
ma avrà servizio di turno ». Bene, Gesù, ecco che per tutta
la giornata ho avuto un numero eccezionale di occasioni per compiere sacrifici,
non me ne sono fatta sfuggire nessuna, grazie alla forza d'animo che ho attinto
dalla santa Comunione. Ci sono dei momenti nella vita, nei quali l'anima è
in un tale stato, che quasi non comprende il linguaggio umano, tutto l'affatica
e nulla le dà pace, se non una fervorosa preghiera. Nella preghiera fervorosa
l'anima trova sollievo ed anche se volesse una spiegazione da parte delle creature,
esse le procurerebbero soltanto una maggiore inquietudine.
Mentre pregavo ho conosciuto quanto è cara a Dio l'anima di Padre
Andrasz. E’ un vero figlio di Dio. E’ raro che in un'anima traspaia
con tanta evidenza questa figliolanza di Dio e ciò perché ha una
devozione specialissima per la Madonna. O mio Gesù, benché io
abbia in me così forti sollecitazioni, non debbo lasciarmi trascinare
e ciò unicamente per non guastare con la mia fretta la Tua opera. O mio
Gesù, mi fai conoscere i Tuoi misteri e vuoi che li trasmetta alle altre
anime. Fra non molto mi si schiuderà la possibilità di agire.
La mia missione inizierà ormai senza ostacoli, nel momento in cui sembrerà
completamente annientata. Tale è per questo la volontà di Dio,
che non cambierà, anche se molte persone saranno contrarie, ma nulla
può cambiare la volontà di Dio. Vedo Don Sopocko con la mente
occupata a lavorare per la causa di Dio di fronte ai dignitari della Chiesa,
per sottoporre loro i desideri divini. Per il suo interessamento una nuova luce
risplenderà nella Chiesa di Dio per la consolazione delle anime. Sebbene
per il momento la sua anima sia strapiena d'amarezza, quasi in ricompensa per
gli sforzi che fa per Iddio, in seguito non sarà così. Vedo la
sua gioia che nulla potrà intaccare; parte di questa gioia Dio gliela
concederà qui su questa terra. Non ho incontrato una simile fedeltà
a Dio, quale quella per cui si distingue quest'anima. Oggi in refettorio, durante
la cena, ho sentito lo sguardo di Dio nel profondo del mio cuore. Una presenza
così viva è penetrata nella mia anima che per un momento non mi
sono resa conto di dove fossi. La dolce presenza di Dio ha inondato la mia anima
e, in certi momenti, non capivo quello che mi dicevano le suore. Tutto ciò
che c'è di buono in me, me l'ha procurato la santa Comunione, debbo tutto
ad essa. Sento che questo sacro fuoco mi ha trasformata completamente. Oh, come
sono lieta di essere la Tua abitazione, o Signore! il mio cuore è un
tempio nel quale dimori continuamente...
+ G.M.G. O Gesù, delizia della mia anima, Pane degli Angeli, Tutto il mio essere si sprofonda in Te, E vivo della Tua vita divina, come gli eletti in paradiso, Né la realtà di una tal vita cesserà, quando riposerò nel sepolcro. O Gesù Eucaristia, o Dio immortale, Che dimori continuamente nel mio cuore, Quando sei con me, nemmeno la morte può danneggiarmi. L'amore mi dice che Ti vedrò alla fine della vita. Imbevuta della Tua vita divina, Guardo tranquilla verso i cieli aperti per me, E la morte se ne andrà delusa a mani vuote, Poiché la Tua vita divina è assicurata in me. E dato che, per il Tuo santo volere, o Signore, La morte deve colpire il mio corpo, Desidero che questa separazione avvenga al più presto, Poiché con essa entrerò nella vita senza fine. O Gesù Eucaristia, vita della mia anima, Tu mi hai innalzata alle sfere eterne, Con la passione e l'agonia fra atroci tormenti.
26.XI.37.
Ritiro spirituale mensile di un giorno. Durante questo ritiro il Signore mi ha dato la luce per una più profonda conoscenza della Sua volontà e nello stesso tempo per un completo abbandono alla santa volontà di Dio. Questa luce mi ha rafforzato in una profonda pace, facendomi comprendere che non debbo aver paura di nulla, all'infuori del peccato. Qualunque cosa Iddio mi mandi, l'accetto con totale sottomissione alla Sua santa volontà. Ovunque mi metta, procurerò di adempiere fedelmente la Sua santa volontà e di fare tutto quello che piace a Lui, per quanto ciò è nelle mie possibilità, anche se questa volontà divina sarà per me pesante e dura, come lo fu la volontà del Padre Celeste nei riguardi del Figlio Suo che pregava nell'Orto degli Ulivi. Ora mi sono resa conto che, se la volontà del Padre Celeste si adempie in questo modo nel Suo amatissimo Figlio, proprio allo stesso modo si adempirà anche in noi. Sofferenze, persecuzioni, oltraggi, disonore, per tutto questo la mia anima assomiglia a Gesù. E maggiori sono le sofferenze, tanto più mi rendo conto di assomigliare a Gesù, questa è la strada più sicura. Se ci fosse stata una strada migliore, Gesù me l'avrebbe indicata. Le sofferenze non mi tolgono affatto la pace, e d'altro canto benché goda di una pace profonda, tuttavia questa pace non mi cancella la sensazione delle sofferenze. Nonostante talvolta abbia il capo rivolto a terra e le lacrime scendano in abbondanza, tuttavia in quello stesso momento la mia anima gode di una profonda pace e felicità... Desidero nascondermi nel Tuo misericordiosissimo Cuore, come una goccia di rugiada nel calice di un fiore. Nascondimi in questo calice, per proteggermi dal gelo di questo mondo. Nessuno può comprendere la felicità in cui si delizia il mio cuore nel nascondimento, a tu per tu con Dio. Oggi ho udito una voce nell'anima: «Oh, se i peccatori conoscessero la Mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me; parla loro della Mia grande Misericordia». Il Signore mi ha detto: «La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita». Si avvicina l'Avvento, desidero preparare il mio cuore alla venuta di Gesù con la mitezza ed il raccoglimento dello spirito, unendomi alla Madre Santissima ed imitando fedelmente la virtù della Sua mitezza, per la quale trovo compiacimento agli occhi di Dio stesso. Al Suo fianco confido di perseverare in questo proposito. Verso sera, quando sono entrata per un momento in cappella, ho sentito una spina tremenda sul capo. La cosa è durata per breve tempo, ma la sua trafittura è stata così dolorosa, che la testa mi è caduta di colpo sulla balaustra. Mi sembrava che quella spina fosse penetrata nel cervello. Ma non è niente. Tutto per le anime, per impetrare loro la divina Misericordia. Vivo ora per ora. Non sono in grado di comportarmi diversamente. Desidero utilizzare nel modo migliore il momento presente, compiendo fedelmente tutto ciò che esso mi offre. Mi affido in tutto a Dio con incrollabile fiducia. Ieri ho ricevuto una lettera da Don Sopocko. Ho appreso che la causa di Dio procede, sia pure lentamente. Me ne rallegro immensamente ed ho raddoppiato le mie preghiere per tutta quest'opera. Ho conosciuto che nel momento attuale Iddio per quest'opera esige da me preghiere e sacrfficio; la mia azione potrebbe realmente intralciare i piani di Dio, come mi ha scritto Don Sopocko nella lettera ricevuta ieri. O mio Gesù, concedimi la grazia di essere un docile strumento nelle Tue mani. Dalla lettera ho appreso quanta luce Iddio concede a questo sacerdote. Ciò mi conferma nella convinzione che Iddio porterà a termine quest'opera per suo mezzo, nonostante le contrarietà; che l'opera la porterà a termine, nonostante le contrarietà si accumulino. So bene che più un'opera è bella e grande, tanto più tremende sono le tempeste che si scateneranno contro di essa. Dio nei Suoi imperscrutabili disegni spesso permette che proprio coloro che si sono sobbarcati alle più grandi fatiche per qualche opera, non godano dei frutti di quell'opera su questa terra. Dio conserva tutta la loro gioia per l'eternità, ma, nonostante tutto, qualche volta fa loro conoscere quanto Gli sono graditi i loro sforzi e quei momenti danno forza a quelle anime per nuove battaglie e nuove prove. Sono le anime che assomigliano maggiormente al Salvatore, il quale nella Sua opera fondata sulla terra ha assaporato soltanto amarezza. O mio Gesù, sii benedetto per ogni cosa! Sono lieta che si compia la Tua santissima volontà. Questo è sufficiente per la mia felicità nel modo più completo. O Gesù nascosto, in Te c'è tutta la mia forza. Fin dai più teneri anni Gesù nel Santissimo Sacramento mi ha attirata a Sé. All'età di sette anni, mentre ero ai vespri e Gesù era esposto nell'ostensorio fu allora che mi venne trasmesso per la prima volta l’amore di Dio e riempì il mio piccolo cuore ed il Signore mi fece comprendere le cose divine e da quel giorno ad oggi il mio amore verso Dio nascosto è aumentato fino a raggiungere la più stretta intimità. Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti liberi li passo a colloquio con Lui, Egli è il mio Maestro.
30.XI.37.
Verso sera, mentre salivo le scale, all'improvviso mi prese una strana svogliatezza
per tutto ciò che è divino. Ad un tratto udii satana che mi diceva:
« Non pensare affatto all'opera, Dio non ècosì misericordioso,
come dici tu. Non pregare per i peccatori, tanto essi si danneranno lo stesso
e con quest'opera della Misericordia tu stessa ti esponi alla dannazione. Non
parlare mai della divina Misericordia col confessore e specialmente non ne parlare
con Don Sopoéko e con Padre Andrasz ». A questo punto la voce prese
l'aspetto dell'angelo custode. Allora risposi: « So chi sei: il padre
della menzogna! ». Feci il segno della santa croce e quell'angelo scomparve
con gran fracasso e rabbia. Oggi il Signore mi ha fatto conoscere interiormente
che non mi abbandonerà. Mi ha fatto conoscere la Sua Maestà e
Santità e nello stesso tempo il Suo amore e la Sua Misericordia verso
di me e mi ha dato una conoscenza più profonda della mia miseria. Tuttavia
questa mia grande miseria non mi toglie la fiducia anzi, al contrario, in proporzione
alla conoscenza della mia miseria, si è rafforzata la mia fiducia nella
divina Misericordia. Ho compreso che tutto dipende dal Signore, so che nessuno
mi torcerà nemmeno un capello, se Lui non vuole. Oggi mentre mi accostavo
alla santa Comunione, ho notato un ostia viva nella pisside, proprio quella
che il sacerdote mi ha dato. Quando sono tornata a posto, ho chiesto al Signore:
« Perché una sola viva, quando si sa che sei egualmente vivo in
tutte le ostie? ». Il Signore mi ha risposto: «È così,
sono lo stesso sotto tutte le Ostie ma non tutte le anime Mi ricevono con una
fede così viva come la tua, figlia Mia, e per questo non posso agire
nelle loro anime, come agisco nella tua anima». Santa Messa celebrata
da Don Sopocko. Durante tale Messa, alla quale sono stata presente, ho visto
il piccolo Gesù che, toccando con un ditino la fronte di quel sacerdote,
mi ha detto: «La sua mente è strettamente unita alla Mia mente
e perciò sta' tranquilla per la Mia opera, non permetterò che
si sbagli, ma tu non fare nulla senza il suo permesso» . Queste parole
hanno riempito la mia anima di una grande tranquillità per l'insieme
di quest'opera.
Oggi Gesù stesso mi dà la consapevolezza di Sé, del Suo
tenerissimo amore e della Sua protezione per me, in una comprensione profonda
che tutto dipende dalla Sua volontà, che permette alcune difficoltà
unicamente per i nostri meriti, perché si manifesti apertamente la nostra
fedeltà e nello stesso tempo mi viene fornita la forza per soffrire e
rinnegare me stessa. Oggi è la vigilia dell'Immacolata Concezione della
SS.ma Vergine Maria. Durante il pranzo Iddio in un attimo mi ha fatto conoscere
la grandezza del mio destino, mi ha fatto conoscere cioè la vicinanza
a Dio, che non mi verrà tolta nel corso dei secoli, e ciò in maniera
così viva ed evidente, che per lungo tempo sono rimasta profondamente
assorta nella Sua viva presenza, umiliandomi davanti alla Sua grandezza
G.M.G. O Spirito di Dio, Spirito di verità e di luce, Dimora in
me stabilmente con la Tua divina grazia, il Tuo soffio disperda le tenebre,
E nella Tua luce si moltiplichino le opere di bene. O Spirito di Dio, Spirito
di amore e di Misericordia, Che infondi nel mio cuore il balsamo della fiducia,
La Tua grazia conferma nel bene la mia anima, Dandole una forza invincibile:
la perseveranza. O Spirito di Dio, Spirito di pace e di letizia, Che dai sollievo
al mio cuore assetato, Riversandovi la sorgente viva dell'amore di Dio, E lo
rendi intrepido per la battaglia. O Spirito di Dio, ospite amabilissimo della
mia anima, Desidero da parte mia esserti fedele, Sia nei giorni lieti, sia nello
strazio delle sofferenze. O Spirito di Dio, desidero vivere sempre alla Tua
presenza. O Spirito di Dio, che penetri nel mio essere da parte a parte, E mi
fai conoscere la Tua vita divina e trina E mi sveli i misteri della Tua Essenza
divina, Unita a Te vivrò per l'eternità.
Con grande fervore mi sono preparata a celebrare la festa dell'Immacolata Concezione
della Madre di Dio. Ho vigilato maggiormente sul raccoglimento dello spirito
ed ho meditato su questo Suo privilegio esclusivo. Per questo il mio cuore si
è immerso tutto in Lei, ringraziando Iddio per aver concesso a Maria
questo grande privilegio. Non mi sono preparata soltanto con la novena comune,
che fa assieme tutta la comunità, ma mi sono impegnata anche personalmente
per salutarLa mille volte al giorno, recitando ogni giorno per nove giorni mille
Ave Maria in Suo onore.
È già la terza volta che faccio una novena del genere alla Madonna,
quella che consiste nella recita di mille Ave Maria al giorno, cioè novemila
Ave Maria per tutta la novena. Sebbene l'abbia fatta già tre volte in
vita mia, cioè due volte che avevo un incarico e non sono venuta meno
in nulla ai miei doveri, compiendoli con la massima esattezza e l'ho fatta al
di fuori del tempo degli esercizi di pietà, cioè nè durante
la santa Messa né durante la benedizione ho recitato quelle Ave Maria
ed un'altra volta ho fatto tale novena che ero ricoverata in ospedale. Per chi
realmente vuole, nulla è difficile. Al di fuori della ricreazione pregavo
e lavoravo, in quei giorni non dicevo neppure una parola che non fosse assolutamente
necessaria. Debbo riconoscere che questa cosa richiede parecchia attenzione
e sforzo, ma per onorare l'Immacolata non c'è nulla di troppo. Solennità
dell'Immacolata Concezione. Prima della santa Comunione ho visto la Madre SS.ma
di una bellezza inconcepibile. Sorridendomi mi ha detto: «Figlia
Mia, per raccomandazione di Dio debbo esserti Madre in modo esclusivo e speciale,
ma desidero che anche tu Mi sia figlia in modo particolare. Desidero, figlia
Mia carissima, che ti eserciti in tre virtù, che per Me sono le più
care e a Dio le più gradite. La prima è l'umiltà, l'umiltà,
e ancora una volta l'umiltà. La seconda virtù è la purezza.
La terza virtù è l'amore per Iddio. In qualità di figlia
Mia devi risplendere in modo particolare per queste virtù».
Dopo che ebbe finito di parlare, mi ha stretto al suo Cuore ed è scomparsa.
Quando sono rientrata in me, il mio cuore è stato attratto in modo singolare
da quelle virtù e mi esercito fedelmente in esse, che sono come scolpite
nel mio cuore. Questo per me è stato un gran giorno; in questo giorno
sono stata quasi in una incessante contemplazione, in cui il solo ricordo di
questa grazia m'introduceva in una nuova contemplazione e per tutto il giorno
ho continuato a ringraziare e non finivo mai, poiché il ricordo di questa
grazia spingeva la mia anima ad immergersi di nuovo in Dio... O mio Signore,
per la verità la mia anima è la più misera e Tu ti abbassi
su di lei con tanta amabilltà. Vedo chiaramente la Tua grandezza e quanto
io sono piccola; per questo godo, perché Tu sei così potente ed
immenso ed io godo enormemente perché sono piccola. O Cristo sofferente,
vengo incontro a Te; come Tua sposa debbo essere simile a Te. Il manto dell'ignominia
che ha coperto Te, deve coprire anche me. O Cristo, Tu sai quanto ardentemente
desidero assomigliare a Te. Fa' che tutta la Tua Passione diventi mia, che tutto
il Tuo dolore si riversi nel mio cuore. Ho fiducia che adempimi questo in me
nel modo che Tu riterrai opportuno.
Oggi adorazione notturna. Non ho potuto parteciparvi a causa della mia debole
salute, tuttavia prima di addormentarmi mi sono unita alle suore che erano in
adorazione. In un'ora fra le quattro e le cinque sono stata svegliata all'improvviso,
ho udito una voce che m'invitava ad unirmi alle persone che erano in adorazione
in quel momento. Ho conosciuto che fra le adoratrici c'era un'anima che pregava
per me. Quando mi sono immersa nella preghiera sono stata trasportata in ispirito
nella cappella ed ho visto Gesù esposto nell'ostensorio. Invece dell'ostensorio
ho visto il Volto adorabile del Signore. Ed il Signore mi ha detto: «Quello
che tu vedi nella realtà, queste anime lo vedono per mezzo della fede.
Oh, quanto Mi è gradita la loro grande fede! Vedi che, sebbene in apparenza
non ci sia in Me traccia di vita tuttavia in realtà essa è in
tutta la sua pienezza ed essa è racchiusa in ogni Ostia. Però
perché Io possa agire in un'anima, l'anima deve aver fede. Oh, quanto
Mi è gradita la fede viva!». A questa adorazione partecipava
la Madre Superiora assieme ad altre suore. Ma ho conosciuto che la preghiera
della Madre Superiora aveva smosso il cielo. Ho gioito per il fatto che ci sono
delle anime tanto care a Dio. Quando l'indomani, durante la ricreazione, ho
domandato quali suore avessero avuto l'adorazione fra le ore quattro e le cinque,
una suora ha esclamato: « E perché lo vuoi sapere? Avrà
avuto di sicuro qualche rivelazione ». Tacqui e non dissi nient'altro,
sebbene venissi interrogata anche dalla Madre Superiora. Non potevo rispondere,
poiché non era il momento opportuno. Una volta una suora mi confidò
che intendeva scegliersi come direttore spirituale un certo sacerdote. Mi disse
questo tutta contenta e mi chiese di pregare per quell'intenzione; cosa che
promisi. Quando pregai, conobbi che quell'anima non avrebbe riportato profitto
spirituale da quella direzione. Nel successivo incontro quell’anima mi
parlò di nuovo della sua gioia per quella direzione spirituale. Io condivisi
la sua gioia, ma quando ella se ne andò, venni rimproverata severamente.
Gesù mi disse che avrei dovuto risponderle come mi aveva fatto conoscere
durante la preghiera, cosa che feci alla prima occasione, sebbene mi sia costato
molto. Oggi per un breve momento ho sentito il dolore della corona di spine.
Stavo pregando allora per una certa anima davanti al SS.mo Sacramento. All'improvviso
provai un dolore così acuto, che la testa mi cadde sulla balaustra, benché
il momento sia stato breve, ma molto doloroso. O Cristo, dammi le anime! Manda
su di me tutto quello che vuoi, ma in cambio dammi le anime. Desidero la salvezza
delle anime; desidero che le anime conoscano la Tua Misericordia. Non ho nulla
per me, perché ho distribuito tutto alle anime, così che nel giorno
del giudizio starò davanti a Te con niente, perché ho distribuito
ogni cosa alle anime; e perciò non avrai di che giudicarmi e in quel
giorno ci incontreremo: l'Amore con la Misericordia...
G.M.G. O Gesù nascosto, vita della mia anima, Oggetto del mio ardente desiderio, Nulla soffocherà il Tuo amore nel mio cuore. Così m'assicura la forza del nostro reciproco amore. O Gesù nascosto, pegno adorabile della mia risurrezione, In Te si concentra tutta la mia vita. Tu, Ostia, mi rendi capace di amare eternamente, E so che anche Tu mi amerai come Tua figlia. O Gesù nascosto, mio purissimo amore, La mia vita iniziata con Te su questa terra, Svilupperà in pienezza nell'eternità futura, Poiché il nostro reciproco amore non muterà mai. O Gesù nascosto, la mia anima desidera Te solo, Tu sei per me più delle delizie del paradiso, La mia anima più dei doni e delle grazie attende Te, Che vieni a me sotto l'apparenza del pane. O Gesù nascosto, prendi il mio cuore assetato di Te, Che arde per Te del puro fuoco d'un serafino, Seguendo nella vita imperterrito le Tue orme, A fronte alta come un cavallere, pur essendo una debole fanciulla. Da un mese sto peggio e ad ogni colpo di tosse sento la decomposizione nei miei polmoni. Mi capita qualche volta di sentire che il mio cadavere va in totale decomposizione. È difficile esprimere quanto sia grande una simile sofferenza. Sebbene con la volontà io accetti ciò nel modo più deciso, tuttavia per la natura è una grande sofferenza, più grande che portare il cilicio e flagellarsi a sangue. Ne ho risentito maggiormente andando in refettorio, dove facevo grandi sforzi per mangiare qualcosa, dato che i cibi mi davano la nausea. In quel periodo han cominciato a prendermi anche dolori agli intestini; tutti i cibi più piccanti mi procuravano tremendi dolori, tanto che più di una notte mi sono divincolata fra spasmi lancinanti e lacrime a vantaggio dei peccatori. Ho chiesto però al confessore come dovevo comportarmi, se dovevo continuare a sopportare tutto ciò per i peccatori, oppure chiedere alla Superiora un'eccezione e cibi più leggeri. Il confessore ha deciso che dovevo chiedere alle Superiore cibi leggeri e mi sono comportata secondo l'indicazione del confessore, vedendo che questa umiliazione è più gradita a Dio. Un giorno m'era venuto il dubbio che non fosse possibile sentire continuamente odore di un organismo in decomposizione e nello stesso tempo camminare e lavorare. Non si trattava per caso di un'illusione? Ma d'altra parte non poteva essere un'illusione, dato che mi procurava una sofferenza tremenda. Mentre pensavo a questo, è venuta da me una delle suore, per scambiare due parole. Dopo un palo di minuti ha fatto un'orribile smorfia e mi ha detto: « Io qui, sorella, sento odore di cadavere, esattamente come se andasse in putrefazione. È spaventoso! ». Le risposi: «Non si spaventi, sorella, sono io che puzzo di cadavere». Rimase assai meravigliata, ma disse di non poter resistere più a lungo. Quando se ne fu andata, compresi che Dio aveva fatto sentire così alla suora, per togliere a me ogni dubbio e che Egli nascondeva alla comunità la mia sofferenza in modo addirittura miracoloso. O mio Gesù, solo Tu conosci la profondità del mio sacrificio. Tuttavia in refettorio dovetti sopportare ancora più di un sospetto di essere difficile nel mangiare. Allora come al solito vado in fretta accanto al tabernacolo, m'inchino davanti alla pisside ed attingo la forza per uniformarmi alla volontà di Dio. Quello che ho scritto, non è tutto. Oggi, durante la santa confessione, il confessore spezzando spiritualmente l'oplatek con me, mi ha fatto i seguenti auguri: «Sia fedelissima alla grazia di Dio. Secondo: impetri la Misericordia di Dio per sé e per il mondo intero, poiché tutti abbiamo molto, molto bisogno della divina Misericordia». Due giorni prima delle feste vennero lette in refettorio queste parole: « Domani è la nascita di Gesù Cristo secondo la carne ». A queste parole la mia anima fu trapassata dalla luce e dall'amore di Dio e compresi più a fondo il mistero dell'Incarnazione. Quale grande Misericordia divina è racchiusa nel mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio! Oggi il Signore mi ha fatto conoscere la sua ira contro l'umanità, che per i suoi peccati merita che vengano accorciati i suoi giorni. Mi ha fatto conoscere inoltre che l'esistenza del mondo è sostenuta dalle anime elette, cioè gli ordini religiosi. Guai al mondo, se venissero a mancare gli ordini religiosi!
+ G.M.G. Eseguo ogni azione di fronte alla morte,
La eseguo adesso come desidero vederla nell'ultima ora; Pur se la vita vola
rapida come un turbine Nessuna azione intrapresa in Dio andrà perduta.
Sento la completa decomposizione del mio organismo, Benché io viva e
lavori ancora, La morte per me non sarà una tragedia, Poiché la
sento da molto tempo. Benché per la natura sia molto penoso Sentir continuamente
il lezzo del proprio cadavere, Non è poi così tremendo, se la
luce di Dio inonda l'anima, Poiché in essa si risveglia la fede, la speranza,
l'amore e il pentimento. Tutti i giorni faccio sforzi di ogni genere, Per partecipare
alla vita comunitaria, E con ciò impetrare grazie per la salvezza delle
anime, Riparandole coi miei sacrifici dal fuoco dell'inferno. Difatti per la
salvezza anche di una sola anima, Val la pena sacrificarsi per tutta la vita,
E sopportare i più grandi sacrifici e tormenti, Vedendo qual grande gloria
ne riceve Dio.
Signore, benché Tu spesso mi faccia conoscere i fulmini della Tua indignazione,
tuttavia la Tua ira scompare di fronte ad un'anima che si umilia. Sebbene Tu
sia grande, Signore, tuttavia Ti lasci vincere da un'anima sottomessa e profondamente
umile. O umiltà, virtù preziosissima, quanto sono poche le anime
che Ti posseggono! Vedo ovunque solo l'apparenza di questa virtù, ma
la virtù stessa non la vedo. Annientami, Signore, ai miei propri occhi,
affinché possa trovare grazia agli occhi Tuoi santi.
+ Vigilia di Natale 1937. Dopo la santa Comunione
la Madonna mi fece conoscere la preoccupazione che aveva avuto nel Suo Cuore
a motivo del Figlio di Dio. Ma tale preoccupazione era stracolma di tanto profumo
di rassegnazione alla volontà di Dio, che la chiamerei piuttosto delizia
e non preoccupazione. Ho compreso in che modo la mia anima deve accettare qualunque
volere di Dio. Peccato che io non sappia descrivere ciò così come
l'ho conosciuto. La mia anima è rimasta per tutta la giornata in un raccoglimento
più profondo, dal quale niente è riuscito a strapparla, né
i suoi doveri, né i rapporti avuti con persone secolari. Prima del cenone
sono andata un momento in cappella per scambiare spiritualmente l'oplatek con
le persone che mi amano e sono care al mio cuore, ma sono lontane. Prima di
tutto mi sono immersa in una profonda preghiera ed ho chiesto al Signore grazie
per loro e poi per ciascuna in particolare. Gesù mi ha fatto conoscere
quanto ciò Gli sia gradito ed una gioia ancora più grande ha riempito
la mia anima, nel vedere che Iddio ama in modo particolare coloro che noi amiamo.
+ Entrata in refettorio, durante la lettura tutto il mio essere venne immerso
in Dio. Vidi interiormente lo sguardo di Dio diretto su di noi con grande compiacimento.
Rimasi a tu per tu col Padre Celeste. In quel momento conobbi più a fondo
le Tre Persone divine che contempleremo per tutta l'eternità, e dopo
milioni di anni ci renderemo conto di aver appena iniziato la nostra contemplazione.
Oh, quanto è grande la Misericordia di Dio, che ammette l'uomo ad una
così grande partecipazione alla Sua divina felicità, ma nello
stesso tempo che gran dolore trafigge il mio cuore per il fatto che molte anime
disprezzano questa felicità! Quando cominciammo a scambiarci l'oplatek,
regnò un sincero, reciproco affetto. La Madre Superiora mi fece gli auguri
con queste parole: « Sorella, le opere di Dio vanno adagio, perciò
non abbia fretta ». In genere tutte le suore con grande affetto mi augurarono
sinceramente quello che desideravo maggiormente. M'accorsi che quesri auguri
provenivano veramente dal cuore, ad eccezione di una suora che, sotto i suoi
auguri, nascondeva la malignità. La cosa però non mi fece soffrire
molto, poiché avevo l'anima inebriata di Dio, ma m'illuminò sul
perché Iddio si comunicasse così poco a quell'anima e conobbi
che essa cercava sempre se stessa, perfino nelle cose sante. Oh, quanto è
buono il Signore, che non mi permette di andare fuori strada e so che mi custodirà
gelosamente, ma solo fino a quando resterò piccola, poiché a Lui,
Sovrano eccelso, piace intrattenersi coi piccoli, mentre i grandi li osserva
da lontano e li contrasta. Sebbene desiderassi vegliare un po' prima della Messa
di Mezzanotte, non mi fu possibile, poiché m'addormentai subito anche
perché mi sentivo molto debole. Però quando suonarono per la Messa
di Mezzanotte, mi alzai immediatamente, sebbene mi vestissi con molta fatica,
poiché ogni momento mi sentivo svenire. + Quando giunsi alla Messa di
Mezzanotte, subito fin dall'inizio m'immersi tutta in un profondo raccoglimento,
nel quale vidi la Capanna di Betlemme inondata da tanta luce. La Vergine SS.ma
avvolgeva nei pannolini Gesù, tutta assorta in un grande amore. San Giuseppe
invece dormiva ancora. Solo quando la Madonna depose Gesù nella mangiatoia,
la luce divina svegliò Giuseppe che si unì a lei nella preghiera.
Dopo un po' rimasi io sola col piccolo Gesù, che allungò le Sue
manine verso di me ed io compresi che Lo dovevo prendere in braccio. Gesù
appoggiò la Sua testina sul mio cuore e con uno sguardo profondo mi fece
comprendere che stava bene accanto al mio cuore. In quel momento Gesù
scomparve e suonò il campanello per la santa Comunione. La mia anima
non riusciva a reggersi dalla gioia. Verso la fine della santa Messa però
mi sentii così debole, che dovetti uscire dalla cappella e andare nella
mia cella. Non fui più in grado di partecipare al tè con la comunità.
Ma la mia gioia fu grande per tutta la durata delle feste, poiché la
mia anima rimase unita al Signore senza interruzione. Conobbi che ogni anima
vorrebbe le consolazioni divine, ma non rinuncia per nessun motivo alle consolazioni
umane, e purtroppo le due cose non sono assolutamente conciliabili fra di loro.
Durante questo periodo festivo ho avvertito che alcune anime pregavano per me.
Sono felice che ci sia fin d'ora su questa terra una tale unione e conoscenza
spirituale. O mio Gesù, sia gloria a Te per ogni cosa. Nelle più
gravi tribolazioni dell'anima sono sempre sola. Ma non sola, perché sono
con Te, o Gesù, però qui parlo di persone umane. Nessuna creatura
umana comprende il mio cuore, ma ora non mi meraviglio più di questo,
mentre in passato me ne meravigliavo, quando le mie intenzioni venivano condannate
e male interpretate; ora non me ne meraviglio affatto. Gli uomini non sanno
scorgere l'anima, essi vedono il corpo e secondo questo corpo giudicano. Ma
per quanto è distante la terra dal cielo, così sono distanti i
pensieri di Dio dai nostri pensieri. Io stessa ho sperimentato che abbastanza
spesso avviene che... Il Signore mi ha detto: «Non deve interessarti
per niente come si comportano gli altri; tu comportati come ti ordino Io. Devi
essere una Mia copia vivente tramite l'amore e la Misericordia». Risposi:
« Ma, Signore, abusano spesso della mia bontà ». «Non
importa, figlia Mia, non te ne curare, tu sii sempre misericordiosa con tutti
e specialmente con i peccatori».
«Quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me
nella santa Comunione! Attendo le anime ed esse sono indifferenti per Me. Le
amo con tanta tenerezza e sincerità ed esse non si fidano di Me. Voglio
colmarle di grazie, ma esse non vogliono riceverle. Trattano con Me come con
una cosa inerte eppure ho un cuore pieno d'amore e di Misericordia. Affinché
tu possa conoscere almeno un po' il Mio dolore, pensa alla più tenera
delle madri, che ama molto i suoi figli, ma i figli disprezzano l'amore della
madre. Immagina il suo dolore, nessuno riuscirà a consolarla. Questa
è un'immagine ed una pallida somiglianza del Mio amore. Scrivi, parla
della Mia Misericordia. Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni
cioè nel tribunale della Misericordia, lì avvengono i più
grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo
non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni
riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante
e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si
manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un'anima fosse in decomposizione
come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione
e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina
Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Infelici
coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo
invocherete invano, quando sarà troppo tardi!».
Salve, anno nuovo, in cui la mia perfezione verrà rifinita. Ti ringrazio
in anticipo, Signore, per tutto quello che mi manderà la Tua benevolenza.
Ti ringrazio per il calice delle sofferenze, dal quale berrò ogni giorno.
Non ridurre la sua amarezza, Signore, ma rafforza le mie labbra, affinché
assaporando l'amarezza io sappia sorridere per amor Tuo, o mio Maestro. Ti ringrazio
per tutte le consolazioni e le grazie che non sono in grado di enumerare, che
ogni giorno scendono su di me silenziose ed invisibili, come la rugiada del
mattino, in modo che nessun occhio di qualche creatura curiosa possa scorgerle,
ma che conosciamo soltanto Tu e io, o Signore. Per tutto questo Ti ringrazio
fin d'ora, poiché nel momento in cui mi porgerai il calice, forse il
mio cuore non sarà in grado di ringraziarTi. Ecco che oggi con proposito
d'amore mi sottometto completamente alla Tua santa volontà, o Signore,
ed ai Tuoi giustissimi decreti, che per me sono sempre i più benevoli
e pieni di Misericordia, benché talvolta non li comprenda e non riesca
a penetrarli fin nel profondo. O mio Maestro, ecco affido a Te completamente
il timone della mia anima, guidala Tu stesso secondo il Tuo divino compiacimento.
Mi chiudo nel Tuo cuore compassionevole, che è un mare di insondabile
Misericordia.
Termino l'anno vecchio con la sofferenza ed incomincio l'anno nuovo pure con
la sofferenza. Due giorni prima di capodanno ho dovuto mettermi a letto; mi
sentivo molto male, una forte tosse mi aveva indebolito ed inoltre continui
dolori intestinall e nausee mi avevano esaurita molto. Siccome non potevo andare
alle comuni pratiche religiose, mi sono unita spiritualmente a tutta la comunità.
Quando le consorelle si alzarono alle undici di notte, per vegliare e salutare
l'anno nuovo, io dal crepuscolo fino alla mezzanotte continuai a torcermi fra
i dolori. Unii la mia sofferenza alle preghiere delle suore che vegliavano in
cappella in riparazione delle offese fatte a Dio dai peccatori. Quando suonò
la mezzanotte, la mia anima s’immerse in un raccoglimento più profondo
ed udìi nell'anima una voce: «Non aver paura, bambina Mia, non
sei sola, combatti con coraggio, poiché il Mio braccio ti sostiene. Combatti
per la salvezza delle anime, esortandole alla fiducia nella divina Misericordia,
poiché questo è il tuo compito nella vita presente ed in quella
futura». Dopo queste parole ebbi una comprensione più profonda
della divina Misericordia. Sarà dannata solo quell'anima che lo vorrà
essa stessa, Iddio non condanna nessuno alla dannazione. Oggi è la festa
di capodanno. La mattina mi sono sentita così male, che sono andata appena
nella cella vicina per la santa Comunione. Non ho potuto andare alla santa Messa,
mi sentivo mancare e per la stessa ragione ho fatto il ringraziamento a letto.
Avevo tanto desiderato andare alla santa Messa e poi a confessarmi da Padre
Andrasz, ma mi sentivo così male che non ho potuto andare né alla
santa Messa né a confessarmi. Per questo motivo la mia anima ha avuto
un grande dispiacere. Dopo colazione venne da me la suora infermiera a chiedermi:
“Sorella, perché non è andata alla santa Messa?».
Risposi che non avevo potuto andarci. Scosse la testa con aria di disapprovazione
e disse: «Una festa così grande e lei non va a Messa!», ed
usii dalla mia cella. Per due giorni rimasi a letto contorcendomi per i dolori
e non venne mai a trovarmi. E il terzo giorno quando venne non mi chiese nemmeno
se potevo alzarmi, ma subito con voce concitata mi domandò perché
non mi ero alzata per andare alla santa Messa. Quando rimasi sola provai ad
alzarmi, ma mi mancarono di nuovo le forze, perciò me ne restai a letto
pienamente tranquilla. Tuttavia il mio cuore aveva molto da offrire al Signore,
unendosi a Lui spiritualmente durante la seconda santa Messa. Terminata la seconda
santa Messa, venne di nuovo da me la suora infermiera ma questa volta col termometro,
quindi come infermiera. La febbre però non l'avevo, ma ero molto malata
non riuscendo ad alzarmi. E allora giù una nuova predica, che non dovevo
lasciarmi vincere dalla malattia. Le risposi che lo sapevo che da noi una è
considerata gravemente ammalata solo quando sta già in agonia. Tuttavia,
vedendo che continuava a farmi la morale, risposi che per il momento non mi
servivano esortazioni allo zelo e restai nuovamente sola nella mia cella. Il
dolore mi Strinse il cuore e l'amarezza m'inondò l'anima e ripetei queste
parole: « Benvenuto anno nuovo! Benvenuto calice dell'amarezza! ».
O mio Gesù, il mio cuore si lancia verso di Te, ma la gravità
della malattia non mi permette di partecipare fisicamente alle funzioni e vengo
sospettata di pigrizia. La sofferenza è aumentata. Dopo il pranzo si
affacciò un momento la Madre Superiora, ma se ne andò subito.
Avevo intenzione di chiedere che Padre Andrasz venisse nella cella, in modo
che potessi confessarmi, ma mi trattenni dal fare questa richiesta per due considerazioni:
la prima, per non dare motivo di mormorazione, com'era già avvenuto con
la santa Messa; la seconda, perché forse non avrei potuto nemmeno confessarmi,
poiché sentivo che sarei scoppiata a piangere come una bambina. Dopo
un momento viene una delle suore e di nuovo mi fa osservazione che sulla stufa
c'è del latte con del burro. « Perché non lo beve, sorella?
». Risposi che non c'era nessuno che me lo portasse.
Quando venne la notte, le sofferenze fisiche aumentarono e vi si aggiunsero
anche le sofferenze morali. Notte e sofferenza. La solenne quiete notturna mi
diede la possibilità di soffiire liberamente. Il mio corpo si distese
sul legno della croce, mi divincolai in dolori tremendi fino alle undici. Mi
trasferii in ispirito accanto al tabernacolo e scoprii la pisside, appoggiando
il capo al bordo del calice, e tutte le mie lacrime scesero silenziose nel Cuore
di Colui che solo comprende il dolore e la sofferenza. E provai dolcezza in
tale sofferenza e la mia anima desiderò questa dolce agonia, che non
avrei scambiato con nessun tesoro del mondo. il Signore mi diede la forza d'animo
e l'amore verso coloro per causa dei quali mi viene la sofferenza. Ecco il primo
giorno dell'anno. In quel giorno sentii anche la preghiera di una anima bella,
che pregava per me, dandomi in ispirito la sua benedizione sacerdotale. A mia
volta risposi con una fervorosa preghiera. + O benignissimo Signore, quanto
sei misericordioso, dato che giudichi ciascuno secondo la sua coscienza e conoscenza
e non secondo le chiacchiere degli uomini. Il mio spirito è sempre più
rapito e nutrito dalla Tua sapienza che conosco sempre piùa fondo e qui
mi si rivela ancora più chiaramente l'enormità della Tua Misericordia.
O mio Gesù, tutta questa conoscenza produce nella mia anima quest'effetto,
che mi trasformo in un fuoco d'amore verso Te, o mio Dio.
2.1.1938.
Oggi mentre mi stavo preparando alla santa Comunione,
Gesù mi ha chiesto di scrivere di più, non solo sulle grazie che
mi concede, ma su fatti esteriori, e ciò a consolazione di molte anime.
Dopo questa notte di sofferenze, quando il sacerdote entrò con Gesù
nella mia cella, un tale ardore s'impadronì di tutto il mio essere che
sentii che, se il sacerdote si fosse dilungato ancora un momento, Gesù
stesso sarebbe sfuggito dalle sue mani e sarebbe venuto da me. Dopo la santa
Comunione il Signore mi ha detto: «Se il sacerdote non Mi avesse portato
da te, sarei venuto Io stesso sotto questa stessa specie. Figlia Mia, le tue
sofferenze di questa notte hanno ottenuto la grazia della Misericordia ad un
gran numero di anime».
«Figlia Mia, debbo dirti qualche cosa». Ho risposto: «
Parla, Gesù, che sono assetata delle Tue parole ». «Non
Mi piace che ti lasci guidare dalle mormorazioni delle suore e per questo non
hai fatto venire Padre Andiasz nella cella. Sappi che con ciò hai dato
loro un motivo maggiore per mormorare». Chiesi perdono al Signore
con grande umiltà. O mio Maestro, rimproverami, non mi lasciar passare
nulla ed impediscimi di commettere errori.
O mio Gesù, quando non sono compresa e la mia anima è tormentata,
desidero restare un momento sola con Te. I discorsi delle creature umane non
mi danno conforto, perciò non mandarmi, Signore, dei messaggeri che mi
dicono soltanto ciò che proviene da loro, ciò che detta loro la
propria natura. Cconsolatori di questo genere mi affaticano molto.
Oggi quando il cappellano ha portato Gesù, è uscita una luce dall'Ostia
che col suo raggio ha colpito il mio cuore, colmandomi di un grande fuoco d'amore.
Gesù mi ha fatto conoscere che debbo rispondere con maggior fedeltà
alle ispirazioni della grazia, in modo che la mia vigilanza sia più attenta.
Il Signore mi ha fatto conoscere anche che molti vescovi stavano riflettendo
su questa festa, come pure un signore del laicato. Alcuni erano entusiasti dell'opera
divina, altri si mantenevano increduli, ma nonostante tutto l'opera di Dio ne
uscì gloriosamente. Madre Irene e Madre Maria Giuseppina fecero una specie
di relazione di fronte a quei dignitari, ma non furono tanto interrogate sull'opera,
quanto su di me. Per quanto riguarda l’opera, non c'erano più dubbi,
poiché la gloria di Dio risuonava già da varie parti. Oggi mi
sento molto meglio, la cosa mi ha fatto piacere, così potrò riflettere
di più quando farò l'ora santa. Ad un tratto ho udito una voce:
«Non guarirai e non rimandare il sacramento della confessione, poiché
ciò non Mi piace. Fa' poco caso alle mormorazioni di chi ti sta attorno».
La cosa mi ha meravigliato dato che oggi mi sento meglio, ma non ho pensato
più a questo. Quando la suora ha spento la luce, ho cominciato l'ora
santa. Dopo un momento però il cuore ha iniziato a darmi fastidio. Fino
alle undici ho sofferto in silenzio, ma in seguito mi son sentita così
male che ho svegliato suor N., che abita con me, e mi ha dato delle gocce che
mi hanno alleviato un po' il dolore, tanto da potermi allungare sul letto. Ora
comprendo l'avvertimento del Signore. Ho deciso che l'indomani avrei chiamato
qualunque sacerdote e gli avrei svelato i segreti della mia anima. Ma questo
non è tutto, poiché pregando per i peccatori ed offrendo tutte
le sofferenze sono andata incontro agli attacchi del demonio. Lo spirito maligno
non poteva sopportare questo. Mi si è presentato sotto forma di fantasma
e questo fantasma mi ha detto: «Non pregare per i peccatori ma per te
stessa, poiché sarai dannata». Senza badare affatto a satana, pregai
con raddoppiato fervore per i peccatori. Lo spirito maligno urlò di rabbia:
«Oh, se avessi potere su di te!» e scomparve. Ho conosciuto che
la mia sofferenza e la mia preghiera avevano tenuto legato satana ed avevo strappato
molte anime dai suoi artigli. O Gesù, amante della salvezza umana, attira
tutte le anime alla vita divina, sia glonficata la grandezza della Tua Misericordia
qui sulla terra e nell'eternità. O grande amante delle anime, Tu nella
Tua inesauribile compassione hai aperto le sorgenti salutifere della Misericordia,
affinché rafforzino le anime deboli durante il pellegrinaggio della vita.
La tua Misericordia, come un filo d'oro, ci accompagna per tutta la vita e mantiene
i contatti della nostra esistenza con Dio in ogni campo. Dio non ha bisogno
di nulla per essere felice e pertanto ogni cosa è unicamente opera della
Sua Misericordia. I sensi mi vengono meno per la gioia quando Iddio mi fa conoscere
più a fondo questo Suo grande attributo, cioè la Sua insondabile
Misericordia.
Primo venerdì del mese. La mattina durante la santa Messa ho visto per
un momento il Salvatore sofferente. Quello che mi ha colpita è il fatto
che Gesù fosse così tranquillo in mezzo a grandi sofferenze. Ho
compreso che è un insegnamento per me, sul modo di comportarmi all'esterno
in mezzo alle varie sofferenze. Per un lungo momento ho sentito i dolori alle
mani, al piedi ed al fianco. All'improvviso ho visto un certo peccatore che
ricavava profitto dalle mie sofferenze e si avvicinava al Signore. Tutto per
le anime affamate, perché non muoiano di fame.
Oggi mi sono confessata dal reverendo cappellano. Gesù mi ha confortato
per mezzo di questo sacerdote. O Madre mia, o Chiesa di Dio, tu sei una vera
Madre che comprendi i tuoi figli... Oh, quanto fa bene sapere che Gesù
ci giudicherà secondo la nostra coscienza e non secondo le chiacchiere
ed i giudizi degli uomini. O bontà inconcepibile, ti vedo traboccare
di bontà perfino nell'emettere i giudizi. Benché mi senta debole
e la natura esiga che mi riposi, sento l'ispirazione della grazia a vincermi
ed a scrivere, a scrivere per la consolazione delle anime che amo tanto e con
le quali dividerò l'eternità intera. Desidero per loro la vita
eterna tanto ardentemente che utilizzo tutti i momenti liberi, anche molto brevi,
per scrivere e ciò proprio come vuole Gesù.
8.1.1938
Durante la santa Messa ho avuto una conoscenza momentanea su Don S. Ho conosciuto
che dai nostri comuni sforzi Dio riceve tanta gloria e che, sebbene lontani,
stiamo spesso insieme, poiché ci unisce lo stesso scopo. O mio Gesù,
unico mio desiderio, sebbene oggi desiderassi riceverTi nel mio cuore con un
ardore più grande che mai, la mia anima proprio oggi è arida come
non era mai accaduto. La mia fede si rafforza e quindi i frutti della Tua venuta
saranno abbondanti. Talvolta Tu vieni da me senza sfiorare i sensi e regni nella
parte più alta del mio essere, ma qualche volta anche i sensi si rallegrano
per la Tua venuta. Chiedo spesso a Gesù un'intelligenza illuminata dalla
fede. Lo esprimo al Signore con queste parole: « O Gesù, dammi
l'intelligenza e una grande intelligenza, unicamente per conoscere meglio Te,
poiché più Ti conosco, più ardentemente Ti amo. Gesù,
Ti chiedo una forte intelligenza per comprendere le cose divine e superiori.
Gesù, dammi una grande intelligenza, con la quale potrò conoscere
la Tua Essenza divina e la Tua vita interiore e trinitaria. Rendi capace la
mia mente con una Tua grazia speciale. Benché io sappia che la capacità
tramite la grazia ci vien data dalla Chiesa, tuttavia c'è un grande tesoro
di grazie, che Tu, Signore, concedi a seguito delle nostre preghiere. E se la
mia richiesta non Ti piace, Ti prego di non darmi alcun desiderio per tale preghiera.
M'impegno a raggiungere la più grande perfezione per essere utile alla
Chiesa. Il mio legame con la Chiesa è molto ampio. Sia la santità
che la caduta di ogni singola anima si ripercuotono su tutta la Chiesa. Io,
osservando me stessa e coloro che mi stanno vicino, mi sono resa conto della
grande influenza che esercito sulle altre anime, non con atti eroici, che colpiscono
per sé stessi, ma con atti minimi, come il movimento di una mano, uno
sguardo e molte altre cose che non sto a specificare e tuttavia agiscono e si
rifiettono sulle altre anime. Questo è quanto ho constatato io stessa.
Com'è bene che la regola imponga un silenzio rigoroso nelle camere da
letto e che non permetta di trattenervisi se non in caso di assoluta necessità.
Attualmente io occupo una cameretta nella quale dormiamo in due, ma quando sono
stata male ed ho dovuto mettermi a letto, ho sperimentato quanto è fastidioso
se qualcun altro sta di continuo nella stessa camera. Suor N. aveva un certo
lavoro manuale, per cui se ne stava seduta quasi tutto il tempo in camera ed
un'altra suora veniva ad insegnarle il lavoro. Quanto ciò mi abbia dato
fastidio è difficile dirlo. Quando si è malati e si è passata
la notte fra i dolori, ogni parola ti batte nel cervello e proprio quando gli
occhi tentano di chiudersi per un po' di sonno. O regola, quanto amore c'è
in te!... Durante i vespri, mentre si cantava il Magniflcat, giunti alle parole
« mostrò la potenza del Suo braccio », un profondo raccoglimento
ha invaso la mia anima ed ho conosciuto e compreso che fra poco il Signore compirà
la Sua opera nella mia anima. Non mi stupisco adesso che il Signore non mi abbia
svelato tutto prima d'ora.
Perché sei triste oggi, Gesù? Dimmi, quale è la causa della
Tua tristezza? E Gesù mi rispose: «Le anime elette che non hanno
il Mio spirito, che vivono secondo la lettera, e questa lettera l'hanno messa
sopra al Mio spirito, sopra allo spirito dell'amore. Tutta la Mia legge l'ho
basata sull'amore, e invece non vedo quest'amore nemmeno negli ordini religiosi,
perciò la tristezza Mi riempie il Cuore» .
+ G.M.G. O mio Gesù, fra tremende sofferenze
ed amarezze, Sento che il Tuo Cuore divino mi accarezza, Come una buona madre
mi stringi al Tuo seno, E mi fai gustare fin d'ora ciò che il velo nasconde.
O mio Gesù, in un orribile deserto, fra la desolazione, il mio cuore
avverte la luce del Tuo sguardo, Che nessuna tempesta potrà offuscarmi,
E mi dai la certezza interiore che mi ami molto, o Dio. O mio Gesù, fra
tante miserie della vita, Tu m'illumini come una stella e mi difendi dal naufragio,
E benché la mia miseria sia tanto grande, Confido molto nella potenza
della Tua Misericordia. O Gesù nascosto, durante le molte lotte dell'ultima
ora, L'onnipotenza della Tua grazia scenda nella mia anima, Affinché
appena spirata, io possa contemplarTi Faccia a faccia, come gli eletti in paradiso.
O mio Gesù, circondata da molti pericoli, Avanzo nella vita con un grido
di gioia ed a fronte alta, Perché contro il Tuo Cuore pieno d'amore,
o Gesù, S'infrangono tutti i nemici e si disperdono le tenebre.
O Gesù, nascondimi nella Tua Misericordia e difendimi da tutto ciò
che potrebbe spaventare la mia anima; non sia delusa la fiducia che ho posto
nella Tua Misericordia. Proteggimi con l'onnipotenza della Tua Misericordia
ed inoltre giudicami con benevolenza. Oggi durante la santa Messa, accanto al
mio inginocchiatoio, ho visto il Bambino Gesù che sembrava avesse circa
un anno e mi ha chiesto di prenderlo in braccio. Quando l'ho preso in braccio,
si è stretto al mio cuore ed ha detto: «Mi trovo hene accanto
al tuo cuore». « Benché Tu sia così piccolo, lo
so bene che sei Dio. Perché prendi l'aspetto di un bambino così
piccolino per trattare con me? ». «Perché voglio insegnarti
l'infanzia spirituale. Voglio che tu Sia molto piccola, poiché quando
sei piccolina, ti porto accanto al Mio Cuore, così come tu in questo
momento tieni Me accanto al tuo cuore». In quell'istante rimasi sola,
ma nessuno potrà comprendere i sentimenti della mia anima; ero tutta
immersa in Dio come una spugna gettata nel mare...
O mio Gesù, Tu sai che mi sono esposta a più di un rischio per
aver detto la verità. O verità, quanto conculcata talvolta e che
cammini quasi sempre con una corona di spine. O Verità Eterna, sostienimi,
affinché abbia il coraggio di dire la verità, anche se dovessi
suggellarla con la vita. O Gesù, quanto è difficile credere, quando
si vede che l'insegnamento è in un modo ed il comportamento nella vita
è in un altro! Per questo durante gli esercizi spirituali, dopo aver
esaminato a lungo la vita, decisi di fissare fortemente il mio sguardo su di
Te, o Gesù, modello perfettissimo. O eternità, che svelerai tanti
segreti e mostrerai la verità... O Ostia viva, sostienimi in questo esilio,
perché possa seguire fedelmente le orme del Salvatore. Non Ti chiedo,
Signore, di togliermi dalla croce, ma Ti supplico di darmi la forza di perseverare
su di essa. Desidero essere stesa in croce come Te, o Gesù; desidero
tutti i tormenti ed i dolori che hai patito Tu; desidero bere il callce dell'amarezza
fino in fondo